Musiche dalle Terre alte Un’orchestra appenninica che suona e reinventa la musica delle Terre alte appenniniche con passione, gusto e rinnovata vitalità. Musiche selvagge è un cantiere di voci, suoni e memorie, un orchestra-laboratorio formata da nove musicisti dediti alla valorizzazione del patrimonio musicale delle Terre alte, area a cavallo delle province di Pavia, Piacenza, Genova e Alessandria.
Cuore dell’Appennino, poste tra il mare e la pianura Padana, il Piemonte e l’Emilia, queste montagne sono da sempre luogo d’incontro di culture e lingue differenti, spazio in cui il sapere antico e il patrimonio musicale popolare non sono scomparsi.
La musica di tradizione di questi monti non è un reperto archeologico: con il suo bagaglio di riferimenti storici, sociali e perfino di evoluzione della tecnica - dagli inni carpiti agli eserciti napoleonici ai canti importati dalle terre dei risi o dai mulattieri che percorrevano le vie del sale, dall’Ottocentesca maestria artigianale per costruire pifferi e muse fino all’odierno impiego dell’informatica – il patrimonio musicale locale è un importante tassello della cultura italiana ed europea.
Il concerto: Sentré. Musiche dalle Terre alte
Sentré. Musiche dalle Terre alte è un concerto dinamico, moderno e di grande fascino. Un affresco in musica sulle Quattro province, terra, ricca di canti, suoni, storie e memorie.
Con una narrazione a più voci, i nove musicisti di Musiche selvagge (tutti impegnati da tempo in altri ensemble musicali) compongono uno spettacolo ricco di pathos, rimandi culturali, colori, lingue, sonorità: canti carnevaleschi, strofe delle questue primaverili, arcaiche ballate dell’alta Val Borbera, danze da piffero dell’alta valle Staffora, canzoni a ballo delle valli piacentine, canti di cantastorie, ninna nanne, Polche e Monfrine dei gruppi d’archi dell’alta collina, canti narrativi del Brallo.
Originali e innovativi i brani a tre pifferi superbamente eseguiti da Marco Domenichetti, Stefano Faravelli e Roberto Ferrari, e da Claudio Rolandi e Cesare Campanini alla fisarmonica.
I brani vocali, arrangiati da Aurelio Citelli con un ideale equilibrio tra tradizione e modernità, rivelano le ottime capacità tecniche di Paolo Ronzio alla chitarra, Maddalena Soler al violino e dello stesso Citelli alle tastiere e al bouzouky. Di grande pregio le esecuzioni vocali polifoniche e “da piffero”, eseguite soprattutto da Campanini e Citelli, tra cui spiccano spendidi brani per le nozze, canzoni narrative e la canzone di Draghen.
In chiusura, il concerto di Musiche selvagge si trasforma in una grande festa da ballo con Alessandrine, Gighe, Piane, Valzer, Polche e Mazurche. E, fino a notte fonda, la festa è assicurata.
Musicisti
Cesare Campanini: voce, fisarmonica Aurelio Citelli: voce, tastiere, basso, chitarra Marco Domenichetti: piffero, flauti, voce Stefano Faravelli: piffero, voce Roberto Ferrari: piffero, voce Claudio Rolandi: fisarmonica, voce Paolo Ronzio: chitarra, musa, autoharp, mandolino, voce Maddalena Soler: violino, voce
Discografia
Sentré, (2007) ACB/CD16 (CD)
Scheda tecnica
Lo spettacolo dura 90 min. (+ finale a ballo, su richiesta) e si può realizzare sia in spazi aperti che in teatri e auditorium. Per l’allestimento del concerto occorre predisporre:
- palco o pedana di minimo m 6x8
- impianto di sonorizzazione di 2.000 watt con mixer minimo 16 ingressi, 12 microfoni direzionali, 5 monitor, 4 DI box
- illuminazione (almeno 4.000 watt - fari bianchi e colorati)
- n. 1 prese di alimentazione 220 volts sul palco per tastiera e amplificatore
- 9 sedie senza braccioli
Booking
cell. 338.7189841 cell. 339.2658341 e-mail:
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